Territorio

 

Il Piano della Stampa ha da sempre rappresentato una zona marginale e periferica nei rispetto alla città di Lugano, che nell’ultimo secolo si è progressivamente sviluppata verso nord, dalla zona del nucleo sul lago fino al quartiere di Cornaredo.

Il fiume Cassarate, grazie alla sua posizione centrale nello sviluppo della città, ha da sempre giocato un ruolo fondamentale di riferimento: esso è posto come importante comparto di riqualificazione a scopi naturalistici e di fruizione pubblica negli obiettivi pianificatori per lo sviluppo futuro della città; inoltre lungo il suo asse vi è uno dei pochi percorsi pedonali urbani che collega i diversi quartieri cittadini.

Il limite nord di sviluppo della città lo si può porre all’altezza del Ponte di Valle: a monte di questo punto, malgrado persistano aree costruite e trasformate, il carattere dominante del territorio diventa vieppiù di stampo naturalistico ed in particolare boschivo.

 

Il fiume Cassarate

Il fiume Cassarate rappresenta la spina dorsale che struttura e caratterizza il territorio coinvolto nel PRIPS e attraversa il Piano della Stampa da nord a sud su una lunghezza di circa 2 km, dividendo il piano in due aree distinte: la più ampia su sponda sinistra, dove si inseriscono le maggiori attività artigianali ed industriali, e quella del Maglio su sponda destra dove le utilizzazioni sono più diversificate e da alcuni anni trovano spazio pure alcune infrastrutture sportive-ricreative del Comune di Canobbio.

Nel tratto a monte del Ponte di Valle il fiume riceve il contributo di alcuni affluenti, tra i quali i più importanti sono quelli del riale Franscinone e il riale Cossio in territorio di Lugano-Cadro in sponda sinistra, che contribuiscono a incrementarne i deflussi verso il lago di Lugano.

Lungo il percorso sono presenti gli attraversamenti stradali del ponte di Valle e il ponte del Maglio e l’attraversamento pedonale della passerella del canile al Piano della Stampa.

 

Le attività economiche

Il ruolo funzionale che il Piano della Stampa assume a livello regionale è quello di area produttiva a diretto servizio all’agglomerato del luganese. Essa infatti è l’appendice più prossima e sufficientemente collegata alle infrastrutture regionali di accesso al centro urbano. Con l’apertura della galleria Vedeggio-Cassarate e la riqualificazione e attuazione del NQC lungo l’asta del fiume, il rapporto diventa ancora più stretto e strategico

Il comparto ha ora migliori potenzialità di posizione e attrattività per innescare meccanismi di riqualificazione funzionale. Continuerà comunque ad essere area dedicata ad ospitare realtà produttive di natura artigianale di base, considerando che molte attività oggi presenti all’interno dell’area centrale della città risultano sempre più incompatibili con le utilizzazioni urbane, a causa dei conflitti provocati dal tipo di traffico indotto, dai rumori o odori emessi, dalle esigenze di spazio delle attività stesse (garage, magazzini e depositi).

Ma la qualificazione infrastrutturale e territoriale che si vuole prospettare potrà creare le condizioni per avvantaggiare l’insediamento di attività a più alto valore aggiunto di specializzazione e addetti, dalla logistica all’energia e riciclaggio di materiali (già peraltro esistenti), dal terziario amministrativo alle imprese di servizio, dalla produzione industriale vera e propria ai laboratori.

 

Lo sport e lo svago

La sponda destra del Cassarate è dedicata prioritariamente alla sistemazione e ricomposizione dei contenuti naturali e paesaggistici tramite interventi che siano compatibili e addirittura favoriscano la riqualificazione ambientale, come la fruizione per lo svago e lo sport (parco fluviale, percorso vita nel bosco) in continuità con il sistema di dotazioni territoriali del NQC.

Solo l’area già adesso occupata dal complesso del Maglio (edificio rurale, magazzino e bar con bocciofila) verrà potenziata, con possibilità di nuove costruzioni, ristrutturazioni e ampliamenti per consentire di ospitare costruzioni legate principalmente alle attività sportive e ricettive.

Il comparto del Maglio diventerebbe un’area dedicata allo sport e allo svago di livello regionale, attrezzata in maniera articolata e differenziata in base alle relazioni con il contesto delle componenti naturali: parco fluviale in sponda destra e sinistra, per tutelare l’area golenale e rinaturalizzare i terreni di deposito, parco-bosco per rendere fruibile l’area forestale, strutture sportive vere e proprie per riqualificare i comparti costruiti già compromessi.

Fa parte di questo sistema di spazi di interesse pubblico anche il complesso di edifici rurali ristrutturati e oggi sede dei “Cantori delle Cime”.

   

 

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